Le imprese e le startup fondate da donne sono aumentate costantemente dal 2000 ad oggi. Nel 2018, il 21,93% del totale di tutte le imprese iscritte al Registro delle Camere di Commercio hanno una fondatrice italiana.

Le imprese e le startup fondate da donne sono aumentate costantemente

La popolazione femminile supera quella maschile in tutta Europa, con un’eccezione per Islanda, Norvegia e Lussemburgo. Tuttavia, il primo indice europeo sulla diversità di genere, proposto da “European Women On Boards”, mostra come solo il 33,6% di donne occupi un posto nel consiglio di amministrazione aziendale, o come soltanto il 5% delle donne ne siano le presidenti. In Italia le percentuali sono lievemente più alte, ma il gender gap continua ad esser rilevante.

Le differenze di genere esistono anche fra i fondatori delle imprese in tutta Europa, come sottolineato dal Sole 24Ore. Soltanto il 35% delle donne è titolare di un’azienda; mentre solo il 30% delle startup è stato fondato da una donna.

Tuttavia, se il mercato del lavoro italiano è in crisi e il gender gap continua ad essere presente nelle aziende, non si può altrettanto dire che la creatività e la voglia di affermazione da parte delle donne sia ferma. Che sia un modo per riposizionarsi sul mercato dopo un licenziamento o per dare nuova linfa vitale alla propria vita professionale e personale, le imprese italiane femminili stanno continuando ad aumentare anno dopo anno.

Le donne non peccano certamente in creatività, organizzazione e voglia di nuove sfide. Negli ultimi anni il comparto femminile ha sfruttato tutte queste capacità (e non solo), per rimettersi in gioco, e con coraggio ha saputo conciliare la vita professionale con quella familiare. Le nuove attività pescano, a volte, anche idee dal passato, ma si proiettano sempre nel futuro con visioni chiare e concrete, aiutate da una schiera di possibilità che spaziano dalle nuove tecnologie, alle innovazioni, dalle visioni strategiche e a nuove tipologie di corsi di formazione, non trascurando ovviamente la potenzialità del web (sempre alla base di tutto).

Dal 2014 al 2017 le imprese italiane guidate dalle donne sono aumentate di 30mila unità, attestandosi ad un milione e 331mila, rappresentando il 21,86% del totale delle imprese, contro il 21,76% del 2016.

Nel 2018 questa ascesa continua a manifestarsi, come sottolinea il Comunicato Stampa di UnionCamere pubblicato il 9 marzo 2019.

Le imprese fondate da donne si attestano sul milione e 337mila unità. Si tratta di 6mila imprese in più rispetto al 2017, il 21,93% del totale di tutte le imprese iscritte al Registro delle Camere di Commercio.

La regione italiana che presenta una crescita maggiore del numero di imprese femminili è il Lazio, con circa 1900 imprese in più rispetto al 2017. In generale, comunque, le province che continuano ad occupare le prime posizioni nella classifica sono Roma, Milano, Napoli e Torino.

Ma oltre ai numeri, le cose stanno cambiando anche dal lato qualitativo.

Le imprese fondate dal comparto femminile mostrano un cambiamento settoriale che sottolinea come si stia cercando di sdoganare alcune abitudini e stereotipi.

Le imprese legate al settore scientifico e tecnico, che generalmente sono capitanate da uomini, presentano ogni anno che passa, una presenza femminile sempre più cospicua. Si tratta di attività in cui è previsto un livello di professionalità tecnico molto elevato, di agenzie di viaggio, di servizi di consulenza alle aziende, di attività legate al mondo immobiliare.

Altre attività in cui il comparto femminile sta aumentando riguardano il settore turistico (case vacanze, b&b, ristorazione…) e il settore della salute e della cura della persona, mentre diminuisce il numero di donne alla guida di imprese commerciali ed agricole.

Le cifre dell’imprenditorialità femminile italiana superano, comunque, quella di altri paesi.

Analizzando i dati dell’ultimo studio pubblicato dalla Commissione Europea, la percentuale delle imprese fondate da donne è aumentato dal 2000 ad oggi. Le più attive sono le greche, mentre le meno virtuose sarebbero le norvegesi. Le imprenditrici italiane si posizionano al quarto posto, dopo Regno Unito, Grecia e Irlanda.

Per quanto riguarda le startup, alla fine del 2018, quelle a maggioranza femminile corrispondevano al 13% del totale, con circa 1273 unità.

In un mondo in cui c’è bisogno di idee nuove, innovative, fresche e intuitive, speriamo che le donne scendano in campo sempre più spesso, mettendo in gioco tutte le loro capacità e con il loro coraggio tipico di una categoria che spesso ha visto sfumare.